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Creare un sito Web: la fase di progettazione

Creare un sito Web: la fase di progettazioneNell’era del Web 2.0 e delle Rich Internet Application (RIA), saper realizzare interfacce che si dimostrino estremamente funzionali e allo stesso tempo intuitive e gradevoli diventa uno dei comandamenti principali per chi si occupa di realizzare strumenti di comunicazione online e siti. Da questo punto di vista, diventa essenziale riuscire ad adottare tecniche di progettazione evolute, che permettano di testare siti o interfacce Web ben prima della loro realizzazione.
Basti pensare a quante volte ci siamo trovati di fronte a un sito che, nella nostra mente, avrebbe dovuto essere totalmente diverso da quello che, alla fine, abbiamo realizzato, o a situazioni in cui un committente ha richiesto profonde modifiche a un lavoro poiché “aveva pensato a tutta un’altra cosa” per capire quanto possa essere importante dedicare del tempo al wireframing e al prototyping, ovvero a due tecniche di progettazione per interfacce Web che permettono proprio di visualizzare e testare le caratteristiche di un progetto ben prima di iniziare a realizzarlo completo di grafica e codici.

Come progettare il logo di un sito aziendale

Come progettare il logo di un sito aziendaleDalle piccole imprese fino alla grande industria, quasi tutte, ormai, sono dotate di un logo professionalmente progettato, se non di un completo manuale dell’immagine coordinata.
La necessità dell’azienda è essere conosciuta dal pubblico destinatario del suo interesse, definito come target.
Si tratta di un misto di caratteristiche: fascia di età, sesso, abitudini, livello sociale, capacità di spesa, ecc.
Con un’attenta coordinazione, gli elementi comunicativi dell’azienda devono essere coerenti l’uno con l’altro, in modo da trasmettere i giusti valori esattamente a quel pubblico.
Questa uniformità si riferisce a loghi, colori, caratteri tipografici, impaginazione e presentazione grafica dei documenti, impostazione della comunicazione commerciale, packaging dei prodotti e sito ufficiale.
L’immagine coordinata è, quindi, il sistema tramite il quale, a prescindere dal numero, dalla complessità e dalle dimensioni di questi elementi comunicativi, il target percepisce le caratteristiche che l’azienda vuole esprimere, meglio conosciute come valori.
Questa attenzione nella rappresentazione rende più efficiente il processo comunicativo: dà precisi elementi di riferimento, ma, soprattutto, un processo di riconoscimento e memorizzazione dell’azienda o del prodotto e delle sue caratteristiche, con aspettative di incremento del successo, anche in termini di fatturato.
Grazie al Web 2.0, all’e-commerce e ai social network, Internet si sta affermando come canale pubblicitario e promozionale prioritario, superando, talvolta, gli investimenti su carta e sugli altri mezzi classici, a partire da radio e tv.
Ecco, quindi, che le possibilità applicative dell’immagine coordinata non sono solo relative allo sviluppo del sito, ma anche dei soli banner pubblicitari, di varia dimensione e sempre più interattivi e convincenti.
Nonostante tutto, la maggior parte dei manuali di immagine coordinata non contiene indicazioni specifiche per il Web.
Vi si applicano, quindi, le indicazioni generiche relative, soprattutto, a colori, caratteri, distanze e aree di rispetto.
A completare il discorso, ci sono le indicazioni di cosa non fare, che quasi sempre soddisfano la casistica di domande che ci si può porre.
Analizziamo un caso specifico: l’immagine coordinata di un’azienda, dal logo fino alle pagine Web.

Come un buon progettista realizza un sito efficace

sezione aureaEsiste un modo corretto di fare progettazione per il Web?
La creatività deve necessariamente sottostare alle regole di disposizione degli elementi?
Non ci sono risposte definitive a domande come queste: è sempre e soltanto compito del progettista scegliere, in base al tipo di obiettivo che deve centrare, il metodo utile a raggiungere il risultato.
Possiamo dire, tuttavia, che un buon progettista è in grado di capire quando sottostare a certe regole e quando spingersi un po’ oltre, infrangendo le convenzioni consapevolmente.
Vero è, tuttavia, che alcune regole di base ci sono e vanno rispettate, soprattutto quando si parla di impaginazione, si tratti di un prodotto editoriale o della realizzazione di pagine Web.

PARTIAMO SUBITO DALL’IMPAGINAZIONE

Una volta definiti gli obiettivi che una comunicazione deve avere, è il momento di mettere su carta le idee.
Il progetto grafico deve essere sintesi di creatività, deve riuscire a comunicare, mantenendo armonia ed equilibrio tra gli elementi.
Lo stile che si sceglie definisce a sua volta l’impaginazione, la disposizione della grafica e del testo.
Per le pagine Web, pur partendo dalle stesse logiche di base della grafica tradizionale, si segue un percorso parallelo.
Su Internet lo spazio verticale non è sempre “definito”: si deve, soprattutto, ricordare l’impostazione in larghezza e, di conseguenza, la disposizione verticale degli elementi. L’esigenza è la comprensione di ciò che si sta leggendo a colpo d’occhio.
Quindi, i titoli delle sezioni devono essere ben visibili e non devono utilizzare caratteri diversi, né possono essere troppo elaborati: la grandezza minima con cui si può riportare una parte testuale è 8 punti.
L’assetto grafico deve essere coerente e riconoscibile in ogni sezione.